Eventi
31 Luglio - 5 Agosto 2023
takeover
(for and by children)

Tra il 31 luglio e il 5 agosto 2023, Villa Romana é stata “occupata” da un gruppo di bambini, per un programma ideato, sviluppato e disegnato con, da e per loro, all'interfaccia tra arte ed educazione, partecipando fermamente alle pratiche e ai discorsi dell'arte contemporanea. Gli artisti dell'associazione Archipel e.V. di Berlino, insieme al musicista Dudù Kouate e alle educatrici Marzia Duarte e Ilaria Cavallini, hanno lavorato con bambini di tutte le età su un programma che abbraccia la gioia, il caos, l'esperienza ecologica e spaziale dei bambini. Oscillando tra comunicazione non verbale e multilinguismo, la settimana si è svolta all'insegna della sperimentazione del lavoro collettivo con i bambini, ma anche della ricerca artistica intergenerazionale, aprendo la strada a Villa Romana per l'implementazione di un comitato consultivo (advisory board) composto da bambini.
Negli scorsi decenni molti sforzi sono stati fatti per decentralizzare e decolonizzare il discorso e le pratiche artistiche, mettendo in discussione importanti questioni politiche e sollecitando necessari cambiamenti a livello mondiale. Nella misura in cui alcuni progressi sono avvenuti scuotendo le gerarchie curatoriali, rinunciando al dominio dell'orientamento all'oggetto e ascoltando e dando credito a voci non egemoniche, sembra esserci una forte necessità di reintegrare la gioia e l'esperienza nei mondi alternativi in cui siamo tutti impegnati con le arti. Gli universi dei bambini di tutte le culture sono permeati da un'esperienza spaziale e ambientale prevalentemente sensoriale. I bambini, soprattutto i più piccoli, praticano quotidianamente una riflessione dialogica non antropocentrica della materia, che si impegna realmente con la relazionalità degli oggetti, come discusso nell'estetica decoloniale e nei nuovi materialismi. Il gioco senza tempo dei bambini, fatto di creazione, distruzione e ri-creazione, è un continuo piegarsi e dispiegarsi di mondi - un'assenza di scopo generativo, una fiducia corporea, un movimento costante, una sensualità e una discorsività materiale che questo progetto vuole abbracciare e potenziare.
Archipel e.V. ha invitato i bambini a partecipare a un processo di occupazione di Villa Romana della durata di una settimana, proponendo esperienze, azioni e collaborazioni in moduli confluenti l'uno nell'altro. La collaborazione immersiva con i bambini é stata parte tanto del processo decisionale e organizzativo con i bambini quanto della sperimentazione artistica. Per questo progetto si é materializzato come un laboratorio di convivialità dinamica e di domesticità pubblica. Crediamo che il caos possa essere un elemento con cui sperimentare, e per questo lo abbiamo incorporato nel processo, mettendone in evidenza la potenza attraverso la realtà dei bambini, in contrasto con l'abituale abitare di Villa Romana. La linea guida principale è stata quella di lavorare con un'esperienza elementare e ludica del mondo e per questo ci siamo impegnati con diverse qualità di materiali terrestri, sabbia, compost, rocce, e anche la costruzione di micromondi per fare micropolitica.
The Rediscovery Planet ha supportato artisti e bambini con strumenti pedagogici antidiscriminatorie, praticando l'intersezionalità attraverso la giocosità e la narrazione, attraverso il movimento e diverse forme di comunicazione. Sviluppando insieme nuovi modelli, ha affrontato le questioni del valore, della percepibilità, dell'inclusione, della restituzione, della memoria e del riconoscimento in modi gentili e sensibili. Dudù Kouate è stato un ospite speciale che ha messo insieme un ensemble di percussioni create con residui del giardino con i bambini, utilizzando strategie di improvvisazione e di narrazione per giocare con il paesaggio, e utilzzando materiali che fanno eco alla terra.
Giovedì 3 agosto, alle 18, Villa Romana ha ospitato un concerto matinné di Dudù Kouate e Niko de Paula Lefort, mentre sabato 5 agosto, dalle 16, ha aperto le sue porte al pubblico mostrando il lavoro sviluppato dai bambini durante il Takeover, e presentando una performance e una festa vulcanica.
Il progetto è realizzato con il contributo della Fondazione CR Firenze.

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